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“Mi sposo… e ora???” – Il TABLEAU DE MARIAGE

22 novembre

Ciao a tutti! Abbiamo parlato, nelle scorse settimane, di tutto quanto riguarda le partecipazioni, i libretti messa, i coni riso… benchè teoricamente il momento del ricevimento sia secondario, quanto a importanza, rispetto all’importantissimo momento della cerimonia, spesso l’organizzazione del pranzo porta via ben più energie e ore di preparazione: ci sono moltissime cose a cui pensare, moltissimi dettagli da organizzare, e moltissime idee originali su cui puntare per realizzare una festa unica che venga veramente ricordata dagli invitati.
Dall’arrivo alla location (avvenuto senza intoppi grazie alle cartine distribuite fuori dalla chiesa e ai cartelli stradali) fino al taglio della torta (e oltre…), ci sono moltissimi modi per personalizzare il proprio matrimonio, ma la parola d’ordine deve essere una sola: tutto deve essere COORDINATO, unito nel tema e soprattutto nel colore dominante. Se, come abbiamo detto, le partecipazioni vengono consegnate un paio di mesi prima e pertanto (visto che nessuno le porterà con sé il giorno della cerimonia) possono anche utilizzare un colore o un carattere diverso (mentre, come abbiamo visto, è importante che lo stile non sia troppo diverso da quello del ricevimento), tutto ciò che gli invitati si troveranno di fronte nella location dovrà seguire armonicamente un unico stile e, soprattutto, un unico colore, quello scelto come dominante per il matrimonio.

Foto by Alessandro Bidoli

Foto by Alessandro Bidoli

IL TABLEAU DE MARIAGE
Croce e delizia di tutte le coppie di sposi, l’assegnazione dei posti a tavola è, a parer mio, la prova più ardua che vi troverete ad affrontare nell’organizzazione del vostro matrimonio. In quello che sembra un compito da ragazzi (un tavolo per i parenti dello sposo, uno per i parenti della sposa, un paio per gli amici….) ci si ritrova sempre, e dico SEMPRE, ad affrontare una marea di imprevisti che vanno affrontati con tranquillità e praticità.
Innanzitutto, molto dipende dalla tipologia di allestimento che il vostro ristorante o location vi offre: se (spesso per ragioni di ridotta capienza della sala) ci si trova di fronte la soluzione dei tavoli a ferro di cavallo, con gli sposi al centro (soluzione molto comune dalle mie parti, ma a parer mio un po’ demodé), i problemi sono oggettivamente meno: basta assegnare i singoli posti a partire dagli sposi al centro, normalmente in ordine di importanza, e lasciare che quel giorno, se qualcuno manca, le persone decidano di scalare o di riempire i buchi autonomamente. Il ferro di cavallo evita anche di assegnare i nomi ai tavoli, e vien dunque meno la ragion d’essere del tableau (anche se alcune spose lo vogliono lo stesso a tutti i costi, e allora la soluzione può essere quella di dividere “virtualmente” il ferro di cavallo in sezioni, ad ognuna delle quali viene assegnato un nome).
Ma che cos’è, il tableau de mariage? Si tratta di un pannello con la disposizione dei tavoli che viene messo all’ingresso della sala in modo che gli invitati, dopo essersi adeguatamente rimpinzati al buffet degli antipasti mentre gli sposi fanno il servizio fotografico di rito, sappiano a quale posto devono sedersi, senza girare per ore come anime perse nella sala cercando di capire qual è la loro sedia.

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Il tableau, che normalmente viene appoggiato su un cavalletto di legno, può scatenare tutte le fantasie degli sposi, soprattutto per quanto riguarda il tema dei nomi dei tavoli. Ne abbiamo già parlato all’inizio, pertanto mi limito a ricordare di seguire la propria personalità e di non strafare. Il tableau può essere un semplice pannello stampato con i nomi degli invitati scritti su cartoncini, oppure prevedere complesse architetture tridimensionali che richiamino il tema scelto (un’amica, il cui tema erano le farfalle, ha creato con le sue mani un tableau con tanto di prato finto e fiori su cui le farfalle di diverso colore andavano a posarsi). L’importante è non dimenticare che il tableau è un cartello INFORMATIVO, e pertanto gli invitati, pur apprezzando il lavoro di decoro fatto, devono poter leggere chiaramente a quale tavolo sono stati assegnati.
Come abbiamo detto, i temi sono moltissimi, e nel mio lavoro mi è capitato di vedere praticamente di tutto: dal gettonatissimo viaggio di nozze, ai fiori, ai nomi degli animali domestici posseduti dagli sposi durante la loro vita (!!!), fino ad arrivare ad una bellissima riproduzione orizzontale di un tabellone da Monopoli, personalizzato con le foto ed i luoghi cari agli sposi.

Ma veniamo alle questioni più spinose: come distribuire gli invitati a tavola? E come far fronte agli imprevisti?
Innanzitutto preparatevi: ci sarà da penare. Innanzitutto perchè vi ritroverete immancabilmente a fronteggiare una schiera di ex-fidanzati, ex-amici, ex-qualsiasi cosa, che dovrete sistemare ben lontani gli uni dagli altri onde evitare lo scoppio della Terza Guerra Mondiale proprio il giorno del vostro matrimonio (io in questo ho battuto tutti, visto che la mia testimone era la ex del testimone di mio marito). Poi perchè avrete compagnie di 11 persone inseparabili, ma la location vi metterà a disposizione solo tavoli da 10 persone. Poi perchè, dopo aver cominciato scientificamente a dividere tutti per “tipologia” (parenti della sposa, parenti dello sposo etc…) vi avanzerà sicuramente un prozio o un quarto cugino che dovrete scegliere se piazzare nel tavolo dei bambini o in quello delle coppie sposate con figli.
E poi, naturalmente, ci sono gli invitati, che sono il problema più grosso di tutti. MAI, dopo esservi sposati, parteciperete più ad un matrimonio senza dare conferma almeno due mesi prima, perchè saprete cosa vuol dire tampinare gli invitati per capire se vengono, non vengono o devono ancora decidere. Le persone infatti sembrano dividersi in due categorie: quelle che danno per scontato che vengono, e quelle che danno per scontato che non vengono. Ma nessuna delle due pare pensare che FORSE sarebbe il caso di comunicarlo anche agli sposi con un certo anticipo. Ecco così che vi troverete probabilmente, nelle due settimane prima del matrimonio, attaccati al telefono ad elemosinare conferme o smentite, e a scrivere e riscrivere continuamente l’assegnazione dei posti. Poi ci saranno le defezioni dell’ultimo minuto – immancabili e direttamente proporzionali al numero degli invitati – e – squillino le trombe – gli imbucati! Ebbene sì, qualcuno che spudoratamente si imbuca al matrimonio o – come è successo alla sottoscritta – qualcuno che non doveva venire ma invece si presenta. In quel caso niente panico, il suo nome non sarà sul tableau ma il ristorante o il catering sono preparatissimi a gestire problemi come questo.
Per tutte queste ragioni, visto che la divisione degli invitati ai vari tavoli è già così stressante e complicata – a un certo punto il mio futuro marito ha addirittura proposto di buttare tutti i nomi in un’urna ed estrarre a caso – vi SCONSIGLIO caldamente di assegnare anche i singoli posti all’interno dei tavoli: lasciate che gli invitati di ogni tavolo si distribuiscano come vogliono, perchè magari voi pensate che Pinca e Pallina vogliano stare sedute vicine, ma magari la sera prima del vostro matrimonio litigano come matte oppure una delle due vuole stare vicino alla finestra o chissà cos’altro.
Altro punto da chiarire: cosa fare con i bambini? Metterli con i genitori o prevedere un tavolo a parte? Dipende soprattutto dal numero e dall’età dei bambini in questione. Se sono solo un paio e sono molto piccoli, vanno messi con i genitori, altrimenti il tavolo bimbi è una scelta che consiglio assolutamente, magari abbinata ad un’animatrice – baby sitter che possa seguirli nel pasto, in modo che loro non si annoino e i genitori possano divertirsi. Ovviamente, i bambini sotto i due anni di età vanno lasciati al tavolo dei genitori; non verrà apparecchiato un posto per loro, ma va previsto un posto passeggino da segnalare al ristorante o catering.
Sia che scegliamo di sistemarli con i genitori che di metterli in un tavolo a parte, un’idea carina è far trovare ai bambini un kit bimbi ad aspettarli: si tratta di una borsetta colorata riempita di oggetti che faranno la loro felicità e li terranno occupati durante la giornata, soprattutto se non c’è la baby sitter. Possiamo metterci dentro caramelle, minipelouches, giocattolini e librettini da leggere, e prevedere anche una sorta di “libro da colorare” personalizzato, con il nome del bimbo in copertina, pieno di disegni da completare, facili quiz enigmistici da risolvere e così via.

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