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“Mi sposo… e ora???” – Le PARTECIPAZIONI: la grafica

24 ottobre

Ciao a tutti! Dopo aver definito in generale nelle scorse settimane quali possono essere le linee guida da seguire nella realizzazione delle partecipazioni, possiamo addentrarci un po’ più a fondo nell’aspetto che mi riguarda: la grafica degli inviti.
Una volta deciso il formato e il colore, dal punto di vista grafico ci si deve occupare di due aspetti: le decorazioni grafiche e il carattere. Ovviamente, anche in questo caso la parola d’ordine deve essere “coordinamento”, quindi al bando accostamenti fantasiosi tra un motivo grafico in stile liberty e un carattere che ricalchi perfettamente quello usato da Walt Disney per firmare i suoi cartoons. Il mio consiglio è partire dalle “decorazioni”, ossia dal motivo grafico dominante: potrà essere un monogramma con le vostre iniziali intrecciate, che verrà ripreso in tutti gli stampati del matrimonio, o ancora una bordura floreale, o ancora un semplice motivo a righe che definirà il testo in maniera semplice ma efficace. In ogni caso, è importante non strafare e non mescolare stili diversi nelle diverse parti che compongono la partecipazione: quindi se scegliete una greca floreale come leit motiv dell’annuncio della cerimonia, tale greca andrà riprodotta anche sull’invito al pranzo, sui biglietti bomboniera e, possibilmente, su tutti i successivi oggetti stampati del matrimonio. La decorazione grafica ovviamente dovrà rispondere alle scelte fatte in precedenza relativamente al tema, allo stile e al colore del matrimonio, e dovrà accordarsi perfettamente con il resto. Normalmente, la decorazione grafica – prendiamo l’esempio della greca floreale – dovrà richiamare il colore scelto per il matrimonio, o comunque mantenersi sulla stessa gamma cromatica.

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Il mio consiglio, a tal proposito, è quello di alternare due colori nell’intera partecipazione: quello principale, ossia il colore dominante del matrimonio, da utilizzare per le decorazioni grafiche, i nomi degli sposi, la data del matrimonio e il nome del ristorante nell’invito al pranzo, e un secondo colore (normalmente il nero – anche se qualcuno si ostina a sostenere che porta male, ma lo trovo decisamente assurdo – oppure un altro colore nella stessa scala cromatica del principale) per il resto dei testi.  In questo modo l’attenzione visiva verrà immediatamente attirata dalle informazioni principali, ossia CHI si sposa, QUANDO, e DOVE si tiene il ricevimento (che è l’informazione più importante riportata sull’invito al pranzo). I due colori utilizzati, però, dovranno essere assolutamente della stessa gamma cromatica o assolutamente ben abbinati: scrivere i nomi in verde e il resto del testo in rosso, magari su carta bianca, farà un effetto bandiera tricolore, assolutamente poco elegante e inadatto al contesto.

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Anche il carattere può essere utilizzato per evidenziare i nomi degli sposi e la data del matrimonio: un’ottima soluzione può essere quella di utilizzare un corsivo per questi elementi e un carattere più lineare per il resto della partecipazione. Utilizzare il corsivo per l’intera partecipazione, a meno che non si tratti di un corsivo abbastanza sobrio e lineare, è sconsigliabile perchè può creare dei problemi di leggibilità e l’ora e il luogo della cerimonia devono essere assolutamente chiari a tutti. La differenza di colore e/o di carattere va ripresa anche nell’invito al pranzo, utilizzando lo stesso carattere e colore dei nomi degli sposi e della data per il nome della Location, che sarà l’elemento di spicco nel cartoncino di invito.
Come detto, si è diffusa l’abitudine di prevedere due diverse tipologie di invito, una al pranzo nuziale e l’altra, generalmente riservata ad amici e conoscenti meno intimi, al “taglio della torta”. In questo caso è bene accordarsi con il catering o il ristorante in modo da indicare chiaramente sulla partecipazione l’orario a cui gli invitati si presenteranno alla location (“Pinco e Pallina vi aspettano al taglio della torta dalle ore 19.00…”) ed evitare dunque un arrivo di massa mentre gli invitati al pranzo stanno ancora gustando il secondo.

Un’altra idea originale, e dedicata in particolare ad una specifica categoria di invitati, è quella di consegnare ai testimoni, assieme alla partecipazione, anche un “Manuale del Testimone” in cui, scherzosamente, si chiede loro se accettano questo compito enumerando i numerosi doveri che gli spetteranno prima, durante e dopo il matrimonio. Si tratta di un pensiero affettuoso e simpatico che in genere viene apprezzato dagli interessati e, assieme alle altre idee originali – save the date etc – comunica subito che il vostro sarà un matrimonio fuori dal comune.
Alcune spose mi hanno chiesto di realizzare anche “varianti” del Manuale del Testimone, indirizzati a damigelle, paggetti, suocera, amica del cuore e chi più ne ha, più ne metta: il mio consiglio in questo caso è non strafare, ed evitare di regalare libriccini pieni di simpatici consigli a chi – vedi la damigella di sette anni… – avrebbe decisamente preferito ricevere qualcos’altro.

 

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